{"id":834,"date":"2026-06-03T13:48:32","date_gmt":"2026-06-03T13:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.empaired.eu\/?p=834"},"modified":"2026-06-03T14:53:38","modified_gmt":"2026-06-03T14:53:38","slug":"interview-with-oronzo-parlangeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empaired.eu\/it\/interview-with-oronzo-parlangeli\/","title":{"rendered":"Potenzialit\u00e0 e limiti delle tecnologie VR per la formazione in campo ergonomico - Intervista con Prof. Oronzo Parlangeli"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">In questa intervista, il Professor Oronzo Parlangeli riflette sulle opportunit\u00e0 e le sfide dell\u2019utilizzo della Realt\u00e0 Virtuale (VR), della Realt\u00e0 Estesa (XR) e dell\u2019Intelligenza Artificiale nella formazione industriale. Partendo dal progetto EMPAIRED, sviluppato nell\u2019ambito di MASTER XR, la conversazione esplora temi quali ergonomia cognitiva e fisica, trasferimento dell\u2019apprendimento dal virtuale al mondo reale, ruolo della socialit\u00e0 nei contesti di lavoro e progettazione di esperienze immersive efficaci. L\u2019intervista si conclude con una riflessione sul rapporto tra umanit\u00e0 e tecnologia e una presentazione della conferenza ECCE 2026 che si terr\u00e0 a Siena.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"EMPAIRED - Intervista con Oronzo Parlangeli\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6h2Es-6kW2k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-foreground-alt-color\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Buongiorno a tutti e a tutte, oggi siamo con il professor Oronzo Parlangeli, professore di psicologia presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell'Universit\u00e0 di Siena, che ringraziamo per aver accettato il nostro invito.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-primary-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-foreground-alt-color\"> Grazie a voi.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Per iniziare le chiederei di spiegarci di che cosa si occupa e quali sono i suoi interessi di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Sono uno psicologo cognitivo, per\u00f2 mi sono sempre interessato anche degli aspetti sociali ed ergonomici dell\u2019interazione con sistemi complessi. La psicologia \u00e8 la base, ma poi questa permette di comprendere le relazioni con altri esseri umani, o con sistemi complessi. Questo \u00e8 sicuramente il fuoco pi\u00f9 chiaro di quello che faccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quindi, in questa declinazione, al momento attuale gli interessi si sono principalmente spostati sulla robotica sociale e sull\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Grazie mille. Oggi siamo qua per parlare del progetto EMPAIRED, di cui l\u2019universit\u00e0 \u00e8 coordinatrice e che stiamo sviluppando insieme ad altre due realt\u00e0: Moebeus e Deep Reality.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">EMPAIRED \u00e8 uno dei progetti vincitori della Open Call 2 di MASTER XR: un progetto europeo che promuove l\u2019adozione di tecnologie Extended Reality nella formazione industriale e nella robotica manifatturiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto EMPAIRED, nello specifico, mette insieme tre anime. La prima \u00e8 la parte di realt\u00e0 virtuale, sviluppata durante la prima Open Call: una piattaforma che permette di monitorare l'ergonomia fisica e di avere informazioni, in tempo reale, su come la persona si stia muovendo all'interno della simulazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa si aggiunge l'assistente virtuale della piattaforma Algho: un agente conversazionale incarnato che pu\u00f2 interagire con le persone mentre stanno effettivamente svolgendo la simulazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mostreremo ora un breve video e, a seguire, le faremo una domanda a riguardo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-foreground-color\">Demo video<\/mark><\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Dopo aver visto la demo del progetto EMPAIRED e lo scenario che stiamo sviluppando, vorremmo chiederle quali sono, secondo lei, le potenzialit\u00e0 e gli eventuali limiti dell\u2019impiego di tecnologie VR o XR per la formazione in contesti industriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Le potenzialit\u00e0, ovviamente, sono enormi, ma il problema \u00e8 sempre lo stesso: fin da quando si \u00e8 cominciato a parlare di queste tecnologie, il problema \u00e8 stato come riuscire ad adattare le loro potenzialit\u00e0 a quelle che sono le richieste ed esigenze specifiche del caso; e questo non \u00e8 mai ovvio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non basta inserire qualcuno in un contesto immersivo in VR perch\u00e9 si raggiungano automaticamente gli obiettivi di interesse, verosimiglianza e apprendimento che si vorrebbero ottenere come se ci si trovasse nella realt\u00e0. Questo accade per una serie di fattori: non basta ricreare qualcosa che sia quanto pi\u00f9 simile possibile all'originale per ottenere i medesimi risultati del mondo reale. La risposta \u00e8 sempre: 'Dipende, di volta in volta, da come le cose vengono fatte'.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Assolutamente, grazie mille. Rimanendo sempre sul tema di quelli che possono essere, a volte, i limiti: sappiamo che quando una persona \u00e8 immersa in un ambiente virtuale c\u2019\u00e8 sempre il rischio che perda la consapevolezza del proprio corpo e che si trovi spaesata; abbiamo visto molti test che ci aiutano proprio a valutare questo tipo di dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente, quando si parla di ergonomia fisica questo aspetto \u00e8 fondamentale, ma allo stesso tempo, anche dal punto di vista cognitivo, esiste il rischio di un sovraccarico. Mi immagino una persona con poca dimestichezza in un ambiente VR, che si trovi a dover eseguire dei task affrontando anche la difficolt\u00e0 di ricordare quali siano i controller giusti, come muoversi correttamente e quant\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda, quindi, riguarda proprio la progettazione di questo tipo di attivit\u00e0: secondo lei si presta abbastanza attenzione al tema dell\u2019ergonomia \u2014 sia fisica che, soprattutto, cognitiva \u2014 nella creazione di questi ambienti, oppure ci sarebbe bisogno di strumenti e attenzioni differenti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\"><strong>Prof. Parlangeli:<\/strong> <\/mark>Se si presta attenzione, credo che a volte lo si faccia nella maniera sbagliata; cio\u00e8 cercando di simulare, in un contesto che non \u00e8 proprio attrezzato a questo scopo, quelle che sono le caratteristiche della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se mi piego, ho delle sensazioni di un certo tipo che provengono, per esempio, dai recettori delle mie articolazioni; oppure, se sollevo un peso, ho altre percezioni che arrivano sempre dai sensori e dai recettori interni che possediamo e che trasmettono questa sensazione. Spesso, dunque, ci\u00f2 che si fa \u00e8 provare a ricreare nei contesti della realt\u00e0 virtuale questo tipo di esperienza: si aggiunge il peso, lo si fa spostare veramente... come se il problema fosse permettere all\u2019organismo di riavere quel tipo di sensazioni fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io credo, invece, che l\u2019ergonomia cognitiva \u2014 e l\u2019interazione con quella fisica \u2014 dovrebbero spingersi verso forme 'cognitive' della rappresentazione del corpo e della riproduzione di quelle sensazioni sulle quali l\u2019ergonomia fisica poi si basa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, se voglio insegnare una procedura come nel vostro caso \u2014 ovvero spostare un oggetto pesante dalla fresatrice fino sopra a uno scaffale \u2014 forse la soluzione non \u00e8 dotare il braccio di un peso che simuli l'oggetto, ma permettere, tramite altri meccanismi, che il movimento compiuto sia quello corretto dal punto di vista dell'ergonomia fisica. Quel movimento andrebbe poi 'premiato' perch\u00e9 raggiunge l\u2019obiettivo, magari facendo vincere dei punti in un videogioco o simili. Al contrario, un movimento sbagliato dal punto di vista fisico non dovrebbe poter essere realizzato \u2014 venendo quindi impedito \u2014 oppure non dovrebbe essere premiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna quindi cercare una soluzione cognitiva alle necessit\u00e0 fisiche, indirizzando il comportamento verso la via e il percorso corretti tramite blocchi, interruzioni o premi a favore dell\u2019azione corretta. Forse \u00e8 meglio cercare questo tipo di soluzioni, piuttosto che quelle che continuano a simulare appesantendo il contesto immersivo con stimolazioni aggiuntive (visive, tattili, uditive o quant\u2019altro).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immersione di per s\u00e9 non ha sempre bisogno di quantit\u00e0 di stimoli extra: l\u2019immersione pu\u00f2 esserci semplicemente perch\u00e9 mi concentro su una cosa. Forse, ripeto, le soluzioni sono di tipo cognitivo piuttosto che fisico, anche per l'ergonomia fisica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Certo; quindi si tratta pi\u00f9 di una \"trasformazione\" di quello che vado a fare, piuttosto che di una semplice ripetizione del task della vita reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Esatto. Si tratta di creare un\u2019esperienza che possa avere un valore anche nel momento in cui esco da quel contesto, senza cercare di far s\u00ec che l'ambiente virtuale sia in tutto e per tutto simile a quello reale \u2014 perch\u00e9, tanto, non lo sar\u00e0 mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Infatti, un\u2019altra delle domande che ci stiamo ponendo \u00e8 come poter effettivamente valutare e validare se quanto appreso in un ambiente VR sia poi trasportabile nel lavoro quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong><\/strong> Esatto. E voi ci state gi\u00e0 provando, in un certo senso: siete un passo avanti nel momento in cui inserite un assistente virtuale. State creando, cio\u00e8, un minimo di socialit\u00e0, che nei contesti lavorativi \u00e8 un elemento di massima rilevanza: gli altri ti insegnano, ti correggono, fanno una chiacchiera o ti raccontano un problema che hanno incontrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 il capo che attua dei comportamenti che ti sembra di poter imitare o meno, e cos\u00ec via. Quello che faccio, supponiamo, in un cantiere edile salendo sui ponteggi, non \u00e8 solo la procedura corretta che mi hanno insegnato o il rispetto delle norme di sicurezza; molto dipende da quello che fanno gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dire: se nessuno indossa la cintura, non sar\u00f2 certo io \"lo scemo\" che la mette; se la mettono tutti, non sar\u00f2 io il ribelle che non la vuole indossare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora, quanto di quello che si apprende in un contesto astratto (o comunque diverso da quello operativo reale) verr\u00e0 poi effettivamente trasferito nella realt\u00e0? Ecco, questo non si pu\u00f2 dire, perch\u00e9 non sappiamo oggettivamente quale sar\u00e0 il contesto reale. Quel contesto aggiunger\u00e0 facilitazioni e complicazioni che dipenderanno molto, per esempio, dalla socialit\u00e0 \u2014 che voi qui riproducete in minima parte, ma della quale non potete prevedere l'impatto finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A meno che non agiate avendo gi\u00e0 in mente il contesto operativo reale, provando a simulare tutto ci\u00f2 che riguarda gli aspetti sociali; i quali, per\u00f2, spesso non sono simulabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Certo, anche perch\u00e9 in questo momento stiamo utilizzando l\u2019intelligenza artificiale come supporto: l\u2019avatar \u00e8 l\u00ec per aiutarti, quando in realt\u00e0 sappiamo che nei contesti reali esistono spesso distrazioni dovute alla socialit\u00e0 che circonda il lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Quello \u00e8 il problema: spesso l\u2019interruzione che si riceve prevale sull\u2019aiuto; la distrazione, cio\u00e8, supera il sostegno informativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio dal \"sapere le cose\" all'applicarle in un contesto reale \u00e8 ovviamente complesso. Posso avere tutte le informazioni possibili su quanto facciano male le sigarette o l\u2019alcol, eppure essere un fumatore o un bevitore a seconda del contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conoscenze pratiche non seguono un percorso lineare: non si pu\u00f2 saltare il passaggio dell'applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019addestramento basato sul \"fare\" pu\u00f2 avvicinarsi alla realt\u00e0, a volte di pi\u00f9 e a volte di meno, ma l'esito non sar\u00e0 mai valutabile oggettivamente in anticipo, perch\u00e9 dipender\u00e0 da troppi fattori esterni. A meno che non si simuli perfettamente il contesto specifico \u2014 ma anche l\u00ec, basta che cambi un collega o che si modifichi un rapporto gerarchico perch\u00e9 cambino tutte le dinamiche. In questo senso, la simulazione perfetta \u00e8 un po\u2019 una chimera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Per questo stiamo provando a inserire nella simulazione anche un allarme improvviso: le persone non sono informate di questa possibilit\u00e0, proprio per vedere come l\u2019evento inaspettato modifichi il comportamento all'interno dell'ambiente virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Questo \u00e8 esattamente un intervento cognitivo applicato a un aspetto fisico: un compito di ergonomia essenzialmente corporea gestito tramite la cognizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un allarme dice: \u201cQuesto non va bene\u201d, segnalando che la procedura non \u00e8 corretta. E non lo fa tramite un limite fisico \u2014 come l'impossibilit\u00e0 di sollevare un pezzo o uno scaffale troppo alto \u2014 ma attraverso un intervento di tipo cognitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Vedremo poi, con i risultati, che effetto avr\u00e0 questa interruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Vorrei aggiungere che, un altro aspetto che credo venga spesso trascurato con la realt\u00e0 immersiva e virtuale sono gli aspetti motivazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un conto \u00e8 il tentativo di apprendimento fine a se stesso; un altro \u00e8 quando da quell'apprendimento dipende, ad esempio, la mia assunzione. L\u2019apprendistato serve a questo: non solo vengo messo alla prova per qualche mese, ma nel frattempo imparo, devo dare una certa immagine di me e spendermi in modo tale da essere valutato positivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo legame tra chi mi pone in condizione di apprendimento e chi poi dovr\u00e0 premiarmi con l\u2019assunzione viene spesso trascurato in questo tipo di sperimentazioni. E non \u00e8 colpa vostra, perch\u00e9 non avete quel tipo di platea: i vostri soggetti sono studenti che magari lo fanno gratuitamente o per un piccolo compenso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, i livelli motivazionali nell\u2019imparare a usare una fresatrice incidono fortemente sulla capacit\u00e0 di apprendere le procedure corrette e sulla loro trasferibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli studenti sanno gi\u00e0 di partecipare a un \"gioco\" che non verr\u00e0 messo in pratica nella vita reale. Tutto questo incide enormemente sui risultati dell'apprendimento, sull'efficacia e, soprattutto, sull'immersione di se stessi nel contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi deve imparare per davvero \u00e8 molto probabile che si immerga profondamente; chi invece non ha questo obiettivo, magari prende tutto con pi\u00f9 leggerezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> C\u2019\u00e8 anche la consapevolezza di partecipare a un esperimento, ovvero a qualcosa che sta in un setting staccato dalla vita vera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Esatto. Per cui, se riusciste a trovare un meccanismo che faciliti questa forma di immersione \u2014 che non \u00e8 una sensazione fisica, ma un\u2019immersione di tipo cognitivo \u2014 potreste aumentare ulteriormente l\u2019efficacia e la bont\u00e0 di quello che fate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Grazie mille davvero per questi preziosissimi consigli. Grazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">L\u2019ultima domanda: vorrebbe dirci qualcosa sulla conferenza di ECCE (https:\/\/ecce2026.unisi.it\/) che sta organizzando a Siena? In generale, quali saranno i temi? E poi, appunto, se vuole parlarci anche un po\u2019 della European Association of Ergonomics?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\">Prof. Parlangeli:<\/mark><\/strong> Il tema della conferenza \u00e8 sia concreto che metaforico. \u00c8 concreto perch\u00e9, in un momento storico in cui gli sforzi nella produzione di tecnologie e artefatti corrono veloci, il titolo dell'evento sar\u00e0 <em>\u201cToward a peaceful alliance between humanity and technology\u201d: un\u2019alleanza positiva e pacifica tra tecnologia e umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contesto storico \u00e8 quello che \u00e8, ma l\u2019idea di un\u2019alleanza \"pacifica\", secondo me, aggiunge qualcosa a ci\u00f2 che abbiamo considerato finora. Non d\u00e0 solo un senso di adeguatezza a uno scopo, ma un senso di comunione, di fratellanza e sorellanza; l'idea di fare le cose insieme verso un obiettivo comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la tecnologia, forse proprio grazie all\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale, pu\u00f2 essere considerata un vero alleato, una controparte relazionale. Non \u00e8 pi\u00f9 solo al mio servizio, n\u00e9 io sono al suo: dobbiamo iniziare a pensare a una relazione armonica tra poli i cui confini sono sempre pi\u00f9 sfumati: cosa sia umanit\u00e0 e cosa sia artificialit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 definibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cerchiamo una forma di simbiosi armonizzata. In quest\u2019ottica, molta ricerca si sta gi\u00e0 muovendo per non pensare pi\u00f9 alla tecnologia come mero strumento, o all'essere umano come qualcuno che deve solo \"imparare a usare\", ma a qualcosa che sviluppa in maniera sostenibile sistemi innovativi e relazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai non guardiamo pi\u00f9 solo agli aspetti di efficacia, efficienza o soddisfazione d\u2019uso \u2014 i vecchi pilastri dell'usabilit\u00e0. Qui l\u2019ottica non \u00e8 solo sull\u2019utente: paradossalmente, vorremmo che anche la tecnologia fosse \"soddisfatta\" di come interagisce. \u00c8 un salto ulteriore: si guarda all\u2019armonia della relazione e a come questa evolver\u00e0 nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa edizione avremo anche una novit\u00e0: una maratona di design, un Hackathon, in cui gli appassionati potranno cimentarsi nella progettazione di qualcosa di innovativo. Il tema sar\u00e0 ampio: \"pensare positivo, il gioco per lo sviluppo dell\u2019umanit\u00e0\". Speriamo di poter premiare il progetto pi\u00f9 meritevole tra quelli selezionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il resto, la conferenza rimarr\u00e0 un evento \"piccolo\" per scelta: vogliamo che circa 150 studiosi possano ritrovarsi a discutere da vicino, favorendo la possibilit\u00e0 di parlarsi reciprocamente grazie a una selezione molto attenta dei lavori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conferenza si terr\u00e0 dal 15 al 18 settembre e avremo tre ottimi keynote speakers: la professoressa Marti; Harry Witchel, che si occupa delle relazioni tra tecnologia e salute mentale; e Agnieszka Wykowska dell\u2019IIT di Genova, una delle massime esperte mondiali di robotica sociale. Sar\u00e0 un contesto davvero interessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervistatrice:<\/strong> Grazie mille per l\u2019organizzazione di questa conferenza, che sembra estremamente interessante, e grazie per il tempo e la generosit\u00e0 con cui ha risposto alle nostre domande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-primary-color\"><strong>Prof. Parlangeli:<\/strong> <\/mark>Grazie a voi e buon lavoro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Per restare informato, lasciaci i tuoi contatti <a href=\"https:\/\/www.empaired.eu\/it\/#form\" title=\"\" target=\"_self\">qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"translation-block\"><strong>La Realt\u00e0 Virtuale (VR)<\/strong> sta assumendo un ruolo sempre pi\u00f9 strategico nella formazione aziendale, in particolare nei contesti industriali e nella formazione su sicurezza ed ergonomia. Gli approcci immersivi permettono di superare i limiti dell\u2019apprendimento tradizionale, offrendo esperienze pratiche, sicure e altamente coinvolgenti. \u00c8 per questo che EMPAIRED crede nel proprio progetto: utilizzare la VR come strumento concreto per migliorare sicurezza ed ergonomia attraverso esperienze immersive e pratiche.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":836,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_EventAllDay":false,"_EventTimezone":"","_EventStartDate":"","_EventEndDate":"","_EventStartDateUTC":"","_EventEndDateUTC":"","_EventShowMap":false,"_EventShowMapLink":false,"_EventURL":"","_EventCost":"","_EventCostDescription":"","_EventCurrencySymbol":"","_EventCurrencyCode":"","_EventCurrencyPosition":"","_EventDateTimeSeparator":"","_EventTimeRangeSeparator":"","_EventOrganizerID":[],"_EventVenueID":[],"_OrganizerEmail":"","_OrganizerPhone":"","_OrganizerWebsite":"","_VenueAddress":"","_VenueCity":"","_VenueCountry":"","_VenueProvince":"","_VenueState":"","_VenueZip":"","_VenuePhone":"","_VenueURL":"","_VenueStateProvince":"","_VenueLat":"","_VenueLng":"","_VenueShowMap":false,"_VenueShowMapLink":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stories-impact"],"aioseo_notices":[],"aioseo_head":"\n\t\t<!-- All in One SEO 5.0.3 - aioseo.com -->\n\t<meta name=\"description\" content=\"Virtual Reality (VR) is playing an increasingly strategic role in corporate training, particularly within industrial settings and in safety and ergonomics training. 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