Negli ambienti industriali e formativi, capire come le persone si muovono, interagiscono con gli strumenti e svolgono attività fisiche è fondamentale per migliorare sia la sicurezza sia l’efficienza. Tra le metodologie utilizzate per valutare la performance ergonomica, il Rapid Entire Body Assessment (REBA) è uno degli strumenti più diffusi per individuare i rischi posturali e prevenire i disturbi muscoloscheletrici sul lavoro. Sviluppato originariamente per valutare il rischio ergonomico dell’intero corpo in contesti lavorativi, il REBA offre un metodo sistematico per analizzare postura, movimento, forza, ripetitività e richieste fisiche legate al compito svolto. Questa metodologia è particolarmente utile perché permette a ricercatori, formatori e specialisti di ergonomia di individuare rapidamente posizioni di lavoro potenzialmente dannose e di valutare il livello di intervento necessario per ridurre lo sforzo fisico e il rischio di infortuni.
Valutazione ergonomica: perché è importante
In molti contesti industriali, i lavoratori devono svolgere movimenti ripetitivi, mantenere posture statiche o interagire con macchinari e strumenti in modi che, nel tempo, possono generare stress fisico. Condizioni ergonomiche non adeguate possono causare non solo fastidio e affaticamento, ma anche disturbi muscoloscheletrici a lungo termine, che possono interessare schiena, spalle, collo e arti superiori.

Metodi come il REBA aiutano le organizzazioni a passare da un approccio reattivo a una strategia più preventiva. Invece di intervenire solo dopo che si verificano infortuni o problemi fisici, la valutazione ergonomica permette ad aziende e ricercatori di individuare in anticipo le criticità e di riprogettare attività, flussi di lavoro o procedure formative per migliorare il benessere dei lavoratori e la sicurezza operativa.
Oltre agli ambienti di lavoro tradizionali, la valutazione ergonomica sta diventando sempre più importante anche nei contesti di formazione immersiva e virtuale, dove la postura e i movimenti dell’utente possono essere monitorati in tempo reale e analizzati all’interno di scenari simulati e controllati.
REBA negli ambienti di training immersivo
L’integrazione delle metodologie REBA con le tecnologie di Realtà Virtuale e XR, sviluppata all’interno di ErgonXR durante la prima open call di MasterXR, apre nuove opportunità per la formazione, la ricerca e la valutazione degli ambienti di lavoro. Combinando simulazioni immersive e strumenti di analisi ergonomica, i ricercatori possono studiare come gli utenti interagiscono con gli ambienti industriali senza esporli ai rischi del mondo reale.

All’interno di scenari di formazione basati sulla VR, i partecipanti possono svolgere attività operative mentre il sistema monitora postura, qualità del movimento e performance fisica. Questo permette di individuare comportamenti ergonomici scorretti già durante il processo di apprendimento, aiutando gli utenti a sviluppare fin dall’inizio abitudini di lavoro più sicure ed efficienti. L’uso di ambienti digitali consente inoltre ai ricercatori di testare diverse configurazioni delle attività, layout delle postazioni di lavoro e modelli di interazione in modo flessibile e ripetibile. Di conseguenza, le tecnologie immersive possono contribuire allo sviluppo di sistemi industriali più centrati sulla persona, capaci di valorizzare sia la produttività sia il benessere dei lavoratori.
Valutazione dell’ergonomia cognitiva e dell’esperienza utente
Oltre all’ergonomia fisica, un aspetto altrettanto importante negli ambienti di formazione immersiva riguarda l’ergonomia cognitiva, cioè il modo in cui gli utenti vivono mentalmente, elaborano e rispondono alle simulazioni virtuali. Nei sistemi di training basati su XR, valutare solo postura e movimento non è sufficiente: è essenziale analizzare anche il senso di presenza, il carico cognitivo, lo sforzo percepito e l’esperienza complessiva di interazione. Per questo motivo, all’interno del protocollo sperimentale del progetto EMPAIRED, l’ergonomia cognitiva viene valutata integrando questionari validati, progettati specificamente per gli ambienti immersivi e per l’analisi del carico di lavoro.
Uno degli strumenti adottati è l’Igroup Presence Questionnaire (IPQ), un questionario validato e ampiamente utilizzato per valutare l’esperienza dell’utente negli ambienti di Realtà Virtuale. L’IPQ misura diverse dimensioni legate all’immersione e al senso di presenza, tra cui la presenza spaziale, il coinvolgimento e il realismo percepito all’interno dell’ambiente virtuale. Nel setup sperimentale di EMPAIRED, gli item originali relativi al realismo sono stati in parte adattati e sostituiti con item aggiuntivi progettati specificamente per valutare la percezione e l’interazione dei partecipanti con l’avatar incarnato Alex. Questo permette ai ricercatori di analizzare in modo più mirato il ruolo dell’assistenza basata su avatar negli scenari di training immersivo. Accanto alla valutazione della presenza, il protocollo sperimentale integra anche il NASA Task Load Index (NASA-TLX), uno degli strumenti più consolidati e riconosciuti a livello internazionale per misurare il carico di lavoro percepito durante l’esecuzione di un compito. Il NASA-TLX valuta quanto un’attività venga percepita come impegnativa attraverso sei dimensioni: richiesta mentale, richiesta fisica, richiesta temporale, performance percepita, sforzo e frustrazione. Questa metodologia consente ai ricercatori di comprendere meglio non solo la complessità del compito, ma anche il modo in cui gli ambienti di training immersivo influenzano gli utenti sul piano cognitivo ed emotivo.
Combinando l’analisi ergonomica della postura con la valutazione del carico cognitivo e del senso di presenza, la sperimentazione di EMPAIRED adotta un approccio più completo alla valutazione della performance umana negli ambienti XR. Questa integrazione permette ai ricercatori di comprendere meglio la relazione tra interazione fisica, sforzo cognitivo, immersione ed efficacia dell’apprendimento, contribuendo allo sviluppo di sistemi di training immersivo più sicuri, accessibili e centrati sulla persona.
Referenze
- Schubert, T., Friedmann, F., & Regenbrecht, H. (2001). The Experience of Presence: Factor Analytic Insights. Presence: Teleoperators and Virtual Environments, 10(3), 266–281. (Igroup Presence Questionnaire – IPQ)
- Hart, S. G., & Staveland, L. E. (1988). Development of NASA-TLX (Task Load Index): Results of Empirical and Theoretical Research. In P. A. Hancock & N. Meshkati (Eds.), Human Mental Workload. Elsevier.
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